Se, ad esempio, tocchiamo una lavatrice collegata alla rete elettrica (la carcassa metallica è una massa), non ci aspettiamo di essere sottoposti a una scarica elettrica.

| OGNI MASSA DEVE ESSERE COLLEGATA ALL'IMPIANTO DI TERRA |
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PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO DELL'IMPIANTO DI TERRA
La soluzione al problema consiste nel collegare il corpo conduttore con un altro corpo vincolato a potenziale zero. Se il collegamento è a resistenza nulla (R=0), si ha un collegamento equipotenziale e il corpo conduttore deve obbligatoriamente portarsi allo stesso potenziale (cioè a zero), eliminando il pericolo.
Il corpo che ci garantisce un potenziale costantemente vincolato a zero è il nostro pianeta Terra.

In figura vediamo che se una lavatrice soggetta a guasto è collegata a terra, il suo potenziale rimane a zero.
In realtà il collegamento a terra non è mai a resistenza zero, in quanto qualsiasi conduttore elettrico possiede una certa resistenza. Si fa in modo che questa sia la più bassa possibile, avvicinandosi così al caso ideale.
Collegando a terra le previste parti metalliche di apparecchi elettrici, ci poniamo al sicuro da contatti (indiretti) con potenziali pericolosi.
Normalmente i dispositivi elettrici provvisti di massa che usiamo in casa, vengono collegati a terra tramite l'apposito contatto presente nei vari tipi di prese.


COMPONENTI
In un impianto elettrico ogni massa, tramite il conduttore di protezione (con isolante di colore giallo-verde), è collegata al collettore (o nodo) principale di terra. A sua volta il conduttore di terra collega il nodo ai dispersori e i dispersori tra loro. Questi ultimi, in intimo contatto col terreno, costituiscono la parte terminale dell'impianto.

Al nodo di terra vanno collegati anche i conduttori equipotenziali, che collegano le masse estranee come tubazioni e strutture metalliche.
La sezione del conduttore di protezione deve essere la stessa dei conduttori di fase fino a 16 mmq.


pozzetto dispersore di terra
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ing. Vito Barone |
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