Il diodo è realizzato con una semplice giunzione PN. Il terminale collegato al semiconduttore di tipo P prende il nome di anodo (A), mentre il terminale collegato al semiconduttore di tipo N prende il nome di catodo (K).



La sua funzione come raddrizzatore è molto semplice: consentire il passaggio di corrente in un solo verso, dall'anodo al catodo.
simbolo del diodo raddrizzatore
Pertanto si avrà circolazione di corrente solo quando l'anodo risulta positivo rispetto al catodo. In questo caso si parla di polarizzazione diretta (immagine a sinistra). In caso contrario, cioè catodo positivo rispetto all'anodo, si parla di polarizzazione inversa (immagine a destra).
La curva caratteristica, che rappresenta il funzionamento di un diodo, è quella in rosso. Ci permette di valutare come varia la corrente I nel diodo al variare della tensione VAK applicata. Possiamo individuare quattro zone.
curva caratteristica del diodo
POLARIZZAZIONE DIRETTA - Notiamo che un diodo non conduce fino al raggiungimento della tensione di soglia Vs (zona B evidenziata in giallo). Questa tensione vale circa 0,7 volt per i diodi al silicio e 0,25 volt per i diodi al germanio.
Superata la tensione di soglia il diodo conduce (zona A evidenziata in verde).
POLARIZZAZIONE INVERSA - Possiamo affermare che il diodo non conduce poiché la corrente inversa è normalmente trascurabile (zona C evidenziata in rosa).
Nei diodi utilizzati come raddrizzatori non bisogna raggiungere la zona D di breakdown (in viola), nella quale la corrente assume valori elevati.